Senza e-Label rischi davvero una multa? Le sanzioni per la mancata conformità

Cosa succede se un vino immesso sul mercato dopo l'8 dicembre 2023 non ha l'e-Label? Sanzioni, controlli ICQRF e responsabilità del produttore: quello che devi sapere.

Da quando il Regolamento UE 2021/2117 è entrato in vigore, molti produttori si chiedono quale sia il rischio concreto di non adeguarsi. La risposta breve è: il rischio esiste ed è misurabile. Vediamo chi controlla, come avvengono i controlli e a quanto ammontano le sanzioni in Italia.

Chi esegue i controlli in Italia

La vigilanza sulla corretta etichettatura dei vini è affidata principalmente all'ICQRF (Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione delle Frodi dei prodotti agroalimentari), struttura del Ministero dell'Agricoltura. L'ICQRF esegue controlli sia in cantina che nella filiera distributiva (grossisti, GDO, enoteche, ristoranti), verificando la conformità delle etichette ai requisiti di legge.

A questi si aggiungono le Camere di Commercio e il NAS (Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri) per i controlli igienico-sanitari.

Le sanzioni previste dalla normativa italiana

In Italia, il quadro sanzionatorio per le violazioni dell'etichettatura dei prodotti vitivinicoli è regolato principalmente dalla Legge 12 dicembre 2016 n. 238 (Testo Unico del Vino) e dal D.Lgs. 231/2017 che recepisce le norme UE sulle informazioni alimentari.

Le sanzioni amministrative per irregolarità nell'etichettatura del vino variano in base alla gravità della violazione:

  • Omissione di indicazioni obbligatorie (es. mancanza di ingredienti o valori nutrizionali): sanzione da € 1.000 a € 8.000 per lotto non conforme
  • Indicazioni ingannevoli o errate: sanzione da € 2.000 a € 15.000, con possibile sequestro del lotto
  • Recidiva o violazioni gravi: sanzioni fino a € 40.000 e segnalazione all'autorità giudiziaria se si configura frode in commercio

Fermo amministrativo e ritiro dal mercato

Oltre alla sanzione pecuniaria, l'ICQRF può disporre il fermo amministrativo del lotto non conforme fino alla regolarizzazione dell'etichetta. Nei casi più gravi — ad esempio quando mancano le informazioni sugli allergeni sulla bottiglia fisica — può ordinare il ritiro dal commercio di tutte le bottiglie del lotto.

La "clausola scorte" è scaduta

Il Regolamento UE 2021/2117 prevedeva una deroga temporanea: i vini prodotti prima dell'8 dicembre 2023 potevano continuare a essere commercializzati fino all'esaurimento delle scorte, senza obbligo di adeguamento. Questa deroga riguardava le scorte già imbottigliate ed etichettate alla data di entrata in vigore della norma.

Oggi tale finestra temporanea si è di fatto chiusa per la stragrande maggioranza dei vini: le vendemmie 2022 e precedenti sono esaurite, e qualsiasi vino delle annate 2023 e successive deve essere pienamente conforme.

La responsabilità ricade sul produttore

La normativa UE individua nel produttore (o nell'importatore, per i vini provenienti da Paesi terzi) il responsabile della conformità dell'etichetta. Distributori e rivenditori non sono esenti da responsabilità se commercializzano prodotti di cui conoscono la non conformità, ma l'onere principale rimane in capo a chi ha immesso il prodotto sul mercato.

Come ridurre il rischio

La via più semplice per mettersi al riparo è adottare l'e-Label con QR code: il produttore può aggiornare le informazioni sulla pagina web in qualsiasi momento senza dover ristampare l'etichetta, riducendo drasticamente il rischio di errori residui su vecchie versioni cartacee. È sufficiente che l'etichetta fisica riporti il QR code, il valore energetico e le informazioni sugli allergeni.

Con E-Label.Plus la conformità è guidata: il sistema verifica che tutti i campi obbligatori siano compilati prima di generare il QR code. Richiedi una consulenza gratuita.

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